Comunicazione Efficace: Come Esprimere la Tua Rabbia Senza Ferire né Aggredire

Comunicazione efficace esprimere rabbia senza ferire

“Tu non hai rispetto per me”.

“Sei davvero insopportabile”.

“Sei proprio un incapace!”.

Ecco una serie di affermazioni che potrebbe esserti già capitato di fare, oppure di ricevere, probabilmente in un momento di rabbia. Ti suonano famigliari?

In questo articolo scoprirai che queste espressioni costituiscono uno dei 7 errori che devi assolutamente evitare se vuoi ottenere una comunicazione efficace.

Se ti venissero rivolte frasi come queste, come pensi che reagiresti? Saresti gentile e comprensivo, oppure ti sentiresti attaccato, sminuito, per niente valorizzato?

L’altra persona potrebbe pure avere ragione, ad esempio nel caso in cui tu non stia alimentando correttamente il suo conto relazionale. Eppure, molto probabilmente, la tua reazione corrisponderebbe alla seconda ipotesi.

Così, una conversazione inizialmente tranquilla potrebbe facilmente sfociare in un conflitto, nel quale sia tu sia il tuo interlocutore cerchereste di attaccarvi l’un l’altro allo scopo di difendervi. In questo modo, continuereste a gettare “benzina sul fuoco”, alimentando ulteriormente la disputa.

Come puoi agire diversamente in queste situazioni? Lo scoprirai tra pochissimo.

Perché comunicare non è sufficiente

Pur vivendo in una realtà pervasa da innumerevoli tecnologie per la comunicazione, ancora oggi l’incapacità di esprimersi appieno, nonché l‘ambiguità che può derivarne, può generare malintesi, incomprensioni e dissapori con le persone importanti della tua vita.

Ecco perché non è sufficiente comunicare, ma bisogna saperlo fare efficacemente. La comunicazione efficace è una condizione essenziale per garantire il tuo successo e benessere, in ambito sia personale, sia professionale.

Molto spesso, infatti, i problemi relazionali – con il tuo partner, con i tuoi amici, con i tuoi colleghi e anche con chi conosci a malapena – hanno origine nell’incapacità degli interlocutori di adottare una comunicazione efficace e di capirsi reciprocamente.

Vediamo un esempio di scambio conflittuale avvenuto fra Valentina e Marco, dopo che quest’ultimo è rincasato tardi.

Valentina: “Tu non hai rispetto per me!”

Marco: “È perché tu non mi ascolti mai!”

Valentina: “Certo che ti ascolto, sei tu che non tieni mai conto della mia opinione!”

Marco: “Non è assolutamente vero, sei sempre tu che non rispetti il mio punto di vista!”

Valentina: “Ma cosa dici? Io rispetto sempre il tuo punto di vista. Non vedi? Ancora una volta sei tu che non rispetti me!”

Eccetera eccetera.

Il dialogo potrebbe continuare all’infinito.

Sia Valentina, sia Marco, esprimono grande rabbia e frustrazione. I due, però, continuano ad attaccarsi a vicenda, senza che la situazione sembra potersi sbloccare.

Pur parlandosi, la comunicazione tra loro non è per niente efficace. Anzi, sembrano non capirsi del tutto.

Chi ha ragione? Chi ha torto? Probabilmente entrambi e nessuno.

Ciò che è certo è che continuare in questo modo non li condurrà da nessuna parte.

Recriminare, puntualizzare, accusare: sono tutte azioni improduttive per manifestare la propria rabbia. Finché Valentina e Marco continueranno a criticarsi a vicenda, difficilmente riusciranno a uscire da questo circolo vizioso.

Ciò non vuol dire che debbano tenersi per sé il proprio rancore o peggio ancora reprimerlo. Anzi, ciò potrebbe addirittura rivelarsi ancora più deleterio per il loro rapporto.

Come puoi facilmente intuire, in casi come questi è necessario adottare una strategia diversa, che ti consenta di esprimere i tuoi sentimenti, senza tuttavia ferire l’altra persona.

È dunque essenziale sapere come esprimerti per comunicare al tuo interlocutore che il suo comportamento ti ha ferito, senza tuttavia criticare né ferire la persona che lo ha messo in atto.

Comunicazione efficace con la tecnica dei Messaggi-io

Una tecnica di comunicazione efficace per situazioni di questo genere è nota come “Messaggio-io“.

Sviluppata dallo psicologo statunitense Thomas Gordon, questa tecnica è composta da tre passaggi chiave:

  1. Descrivi il comportamento che genera il problema, senza esprimere giudizi di valore né critiche;
  2. Descrivi come questo comportamento ti fa sentire, quali sono le reazioni che suscita in te;
  3. Descrivi la reazione agli effetti tangibili e concreti, nonché le possibili soluzioni.

Nel caso di Valentina e Marco, vediamo come potrebbe svolgersi il dialogo. Valentina, arrabbiata per quanto accaduto, invece di dire “Tu non hai rispetto per me!“, potrebbe optare per:

1) Descrizione del comportamento:“Poiché sei arrivato tardi per cena senza avvisarmi,”

2) Descrizione di come ti ha fatto sentire: 
”mi sono sentita ignorata e non rispettata,

3) Descrizione della reazione:
 “perché ho dovuto aspettarti e nel frattempo la cena si è raffreddata“.

Dal canto suo, Marco, invece di rispondere “È perché tu non mi ascolti mai“, potrebbe spiegare le sue ragioni in maniera più efficace, come segue:

1) Descrizione del comportamento:
”Prima di uscire ti avevo informata che sarei potuto essere in ritardo e che non avevo con me il telefonino per avvertirti.

2) Descrizione di come ti sei sentito:
”Capisco la tua rabbia, non volevo ferirti. Allo stesso modo, ho l’impressione che tu non mi abbia ascoltato“.

3) Descrizione della reazione/soluzione:
”A questo punto, ritengo ci sia stato un malinteso. Propongo quindi di riscaldare la cena e goderci la serata insieme“.

Come vedi, così facendo, sia Valentina sia Marco sono in grado di comunicare i propri sentimenti in maniera autentica, senza tuttavia accusare né ferire l’altro.

L’attenzione non è focalizzata sulla recriminazione nei confronti dell’altro, bensì sulle conseguenze che le azioni compiute hanno causato (“la cena si è raffreddata”), e sulle possibili soluzioni (“propongo di scaldare le cena e goderci la serata”).

Quest’ultimo aspetto è fondamentale: inutile rimuginare su quanto avvenuto e criticare l’altro per qualcosa che è già successo. Meglio, invece, concentrarsi positivamente sulle reazioni che si possono adottare per fare fronte all’evento, così da affrontare la situazione in maniera proattiva e utile.

La prossima volta che dovesse capitarti una situazione del genere, prima di accusare l’altro, fermati per un momento e prova a mettere in pratica questi 3 passi.

Ricorda: È il comportamento specifico a creare il problema, non la persona nella sua essenza.

Quindi, condanna il comportamento, non la persona.

Adottare i messaggi-io ti consente di esprimere coerentemente i tuoi sentimenti, così come di concentrarti sulle possibilità di risoluzioni e di divenire responsabile dei risultati che ottieni.

Fare questo comporta da parte tua la disponibilità a cambiare il tuo modo di rapportarti agli altri, sostituendo ad abitudini poco utili (le accuse) delle reazioni ben più efficaci per ottenere una comunicazione efficace con gli altri.

7 errori comunicativi da evitare

Anche nelle interazioni apparentemente più banali possono nascondersi numerose insidie. Ecco quindi che riconoscerle e gestirle per tempo può assicurarti una comunicazione più chiara, efficace e soddisfacente.

Quello che hai appena visto è solo uno dei 7 errori comunicativi che devi assolutamente evitare. Ce ne sono ben altri 6 (almeno)! Vuoi sapere quali sono?

Eccoli qua:

  • Errore 1: Limitarsi alle proprie percezioni individuali
  • Errore 2: Adottare spiegazioni intuitive
  • Errore 3: Confondere contenuto e relazione
  • Errore 4: Fare generalizzazioni squalificanti
  • Errore 5: Attaccare la persona invece del comportamento
  • Errore 6: Alimentare profezie auto-avveranti
  • Errore 7: Generare ridondanze comunicative

L’errore di cui abbiamo parlato in questo articolo corrisponde al numero 5.

Puoi scoprire gli altri errori nell’eBook gratuito che ho pubblicato settimana scorsa: “Come comunicare efficacemente e migliorare le tue relazioni interpersonali“. Lo puoi scaricare da qui.

Comunicazione efficace

Nel manuale troverai ulteriori consigli pratici e strategie che ti aiuteranno a ottenere una comunicazione efficace. Imparerai a esprimere meglio le tue opinioni e a gestire meglio tutte quelle situazioni potenzialmente conflittuali.

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Un sorriso e alla prossima settimana :)
Anh

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