Quando Stare in Silenzio è La Cosa Migliore Da Fare (Oppure La Peggiore)

silenzio_arma_risorsa

Il primo assioma della comunicazione dice che “Non è possibile non comunicare“. Ciò significa che anche senza parlare si possono comunicare molte cose. Quindi stare in silenzio può avere molti significati. Quali?

Di fronte a una situazione che ti prende alla sprovvista, ti è mai capitato di non sapere cosa dire e quindi di rimanere in silenzio? Se da una parte il tuo silenzio è più che legittimo, dall’altra può veicolare dei messaggi che potrebbero non rientrare affatto nelle tue reali intenzioni.

In questo articolo, scoprirai che il silenzio può essere sia una risorsa, sia un’arma potentissima, con delle conseguenze talvolta anche catastrofiche per i rapporti interpersonali.

Che cosa comunica il tuo silenzio?

A ispirarmi il tema di questo articolo è Isabelle (nome modificato per questioni di privacy), la quale qualche giorno fa mi stava raccontando che ha difficoltà a comunicare apertamente con suo marito. Molto spesso, quando ci sono delle situazioni difficili da affrontare, si chiude nei suoi silenzi, sperando che le cose si risolvano da sé.

Isabelle: “Ci sono delle volte in cui mi sento così arrabbiata che non ho parole per esprimere le mie emozioni. In quei momenti, ho bisogno di tempo per riflettere e per capire come mi sento. Eppure mio marito sembra non capirmi. Al contrario, s’innervosisce a sua volta e finiamo per litigare.”

Io: “Come vorresti che reagisse lui?”

Isabelle: “Semplice, io vorrei solamente che mi abbracciasse, così da farmi sentire che è presente e che mi sostiene, tutto qui.”

Io: “Quando ti capita di trovarti in quei momenti, lui quale messaggio potrebbe recepire?”

Isabelle: “Lui.. probabilmente pensa che lo faccio apposta, per ferirlo o per fargli pesare la cosa…!”

Improvvisamente, Isabelle si rende conto che il suo silenzio non è d’aiuto, anzi, le gioca contro. Invece di comunicare al marito il suo bisogno di essere abbracciata, questo silenzio veicola dei messaggi più simili a “è colpa tua” o “lasciami in pace”.

silenzio comunicazione

Quindi, è vero che non è possibile non comunicare, ma è anche vero che il messaggio trasmesso all’interlocutore non sempre riflette le tue intenzioni e potrebbe essere frainteso!

Molto spesso i problemi relazionali hanno origine nell’incapacità degli interlocutori di comunicare efficacemente e di capirsi reciprocamente. 

Ecco quindi che il silenzio di Isabelle può facilmente essere frainteso da suo marito. Ciò significa che bisogna abolire il silenzio all’interno di una conversazione?

No, tutt’altro. In realtà, il silenzio di per sé non è qualcosa di negativo, esso può essere una risorsa utilissima, ma al contempo può diventare un’arma, se non usato in maniera adeguata.

Il silenzio come arma

Ti è già successo di parlare con qualcuno che ti fa il muso? Se sì, sai quanto può essere frustrante la sensazione d’incapacità che puoi provare di fronte a situazioni di questo genere.

Nonostante tu t’impegna a dare un seguito alla conversazione, i tuoi sforzi si rivelano del tutto inutili, perché dall’altra parte la persona ignora ogni tuo segnale, facendo finta di non sentirti, oppure mugugnando che “va tutto bene”, quando invece sai benissimo che non è affatto così.

Oppure, hai già partecipato a una riunione di lavoro dove, con entusiasmo cerchi di proporre le tue opinioni, convinto che possano essere d’aiuto all’intero team, senza ricevere alcuna risposta da parte degli altri?

Di fronte ai tuoi continui tentativi di farti valere, i loro silenzi sembrano voler evidenziare una sorta di superiorità nei tuoi confronti, che ti fa sentire inutile e per niente apprezzato.

Questi sono esempi in cui il silenzio è intenzionalmente utilizzato come arma, per ferire o colpire l’interlocutore, o per provocare in lui dei sentimenti di colpa o d’inferiorità.

Il silenzio come scudo protettivo

Al lato opposto del silenzio arma, troviamo il silenzio scudo, che viene impiegato come risorsa per evitare che una discussione possa volgersi al peggio, oppure che un problema di tipo relazionale si aggravi ulteriormente diventando ingestibile.

Immagina di aver avuto una giornataccia in ufficio. Tutto quello che poteva andare storto è andato male, anche le cose apparentemente più semplici si sono complicate. Insomma, è stata una giornata da dimenticare completamente. Quando arrivi a casa, sei nervoso e il tuo umore è letteralmente sotto terra.

silenzio protettivo

Ecco però che, appena apri la porta, i tuoi figli ti corrono incontro, chiedendoti di giocare con loro, urlando a squarciagola e facendo un rumore tale capace di allarmare tutto il vicinato.

A causa della stanchezza e del nervosismo accumulato, senti che non sei in grado di gestire la situazione al meglio e che potresti facilmente scoppiare in un impeto di rabbia, per cui decidi di mantenere il silenzio e di ritirarti il prima possibile in camera tua, per evitare lo scatenarsi di qualche scenata.

Questo è un esempio in cui il silenzio viene in aiuto come una risorsa, impiegato a scopo protettivo, per evitare che la situazione possa scapparti di mano, a causa del tuo stato d’animo non proprio allegro.

Durante una discussione in corso, questo tipo di silenzio andrebbe comunicato in maniera chiara, per evitare fraintendimenti non desiderati. Ad esempio, è sufficiente annunciare: “In questo momento non sono in grado di gestire la situazione e c’è il rischio che io dica cose che non penso, ferendoti. Ti propongo di riprendere la discussione un’altra volta“.

Il silenzio come spazio di riflessione

Un’altra situazione in cui il silenzio può diventare una risorsa è quando esso viene usato per dare spazio alla riflessione o all’introspezione.

Ad esempio, pensa all’ultima conferenza alla quale hai assistito. Al termine, molto probabilmente, l’oratore avrà pronunciato la fatidica frase: “Ci sono domande?”.

Molto spesso, questa richiesta viene accolta con un certo imbarazzo e con un po’ di titubanza da parte del pubblico, non perché il discorso non sia stato interessante (si spera!), ma semplicemente perché l’audience non ha avuto tempo a sufficienza per ritornare mentalmente su quanto detto, raccogliere le proprie idee e portare eventuali domande.

In situazioni di questo tipo, proporre ufficialmente ai presenti di prendersi 5 minuti per rivedere i propri appunti o per scorrere mentalmente i temi presentati può rivelarsi di estrema utilità, trasformando un silenzio imbarazzante in un silenzio che diventa spazio di riflessione. 

Come evitare che il silenzio venga frainteso

Il silenzio può essere impiegato come arma oppure come risorsa. Come risorsa, può avere una funzione protettiva/difensiva, oppure può essere utilizzato per dare spazio alla riflessione.

Come avrai già intuito, per assicurare una buona comunicazione e, soprattutto, per instaurare una buona relazione con il tuo interlocutore, è generalmente più efficace sfruttare il silenzio come una risorsa.

Tuttavia, non mancano le situazioni in cui, nonostante le migliori intenzioni, il silenzio da te adottato può essere frainteso e interpretato in maniera errata.

È proprio il caso di Isabelle. Il silenzio messo in atto è da lei vissuto come una risorsa, poiché le permette di ottenere lo spazio necessario per riflettere su se stessa, per capire le sue emozioni. In maniera opposta, il medesimo silenzio è vissuto come un’arma da suo marito, il quale si sente accusato e ferito.

In queste situazioni, cosa si può fare? Per evitare fraintendimenti, è importante comunicare in maniera autentica, annunciando al proprio interlocutore:

  • le proprie intenzioni (es. vorrei stare in silenzio) e
  • le motivazioni soggiacenti (perché voglio riflettere, perché ho bisogno di scaricare la tensione, perché ora sono arrabbiato e non voglio ferirti, ecc.)

Arriviamo così alla conclusione di questo articolo. A proposito… hai delle domande? Hai a disposizione tutto il tempo necessario per pensarci :D

Se ti è piaciuto l’articolo, t’invito a farmelo sapere, usando i bottoni che trovi qua sotto per fare “like” oppure lasciando un commento. Mi farà molto piacere ricevere un tuo feedback. Non stare in silenzio, potrei… fraintenderlo!! ;-)

Inoltre, non scordarti di venire a trovarmi sul mio sito personale dove ti parlo di business e crescita personale.

Alla prossima,
un sorriso :)

Anh

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