Smettila di Peggiorare Il Problema

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Hai in mente il detto “Pazzia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi“?

Senza dubbio, è molto sensato. Eppure, di fronte a una difficoltà o a un problema, molto spesso tendiamo a replicare di continuo determinati comportamenti, anche quando questi non si rivelano affatto utili.

Talvolta, addirittura, aumentiamo l’intensità delle nostre azioni, nella speranza che prima o poi la situazione possa sbloccarsi.

Ciò succede anche nelle relazioni interpersonali, quando vi sono dei conflitti di tipo comunicativo dove gli interlocutori continuano ad adottare degli atteggiamenti che non solo non risolvono il problema, ma anzi contribuiscono a mantenerlo in buona salute.

Magari è già capitato anche a te. Senza rendertene conto, forse sei proprio tu a causare o a rafforzare quelle discussioni – con il tuo collega, con il tuo partner, con i tuoi amici, con i tuoi parenti, ecc. – che sembrano non avere una soluzione.

Come comunicare efficacemente eBookIn questo articolo ti spiego come si generano le ridondanze comunicative e come puoi spezzare le spirali perverse, in maniera da gestire ed evitare inutili situazioni conflittuali.

Se hai già letto l’eBook gratuito “Come comunicare efficacemente e migliorare le tue relazioni interpersonali“, dovresti avere un’idea di cosa sto parlando. Se ancora non ce l’hai, lo puoi scaricare qui.

Fare sempre più della stessa cosa…

Per spiegarti che cosa è una ridondanza comunicativa, voglio farti conoscere Karen e Paul, una coppia che ho incontrato in occasione di una sessione di coaching.

La relazione fra Karen e Paul sembrerebbe funzionare molto bene, fatta eccezione per un piccolo neo. Quando li incontro, è Karen a prendere la parola:

“Paul è un fidanzato adorabile, farebbe i salti mortali per rendermi felice. Però, ogni tanto, ci sono dei momenti incomprensibili in cui si rinchiude in se stesso, non parla, non comunica, mi esclude dalla sua vita. Quando questo accade, io mi sento inutile e non so come aiutarlo”.

spirali_perverseA questo punto interviene Paul:

“Io non ho bisogno di aiuto, semplicemente ogni tanto sento il bisogno di starmene per i fatti miei. Poi mi passa. È come se avessi bisogno di rintanarmi per qualche istante nel mio angolo privato e di…”

Karen lo interrompe, senza lasciargli concludere la frase:

“Ok, però in quei momenti potresti perlomeno dirmi qualcosa, farmi capire. Io mi preoccupo, ti chiedo cosa c’è che non va, ti chiedo di parlarmene. Tu, per tutta risposta, non fai che ignorare le mie domande. Mi fai sentire inutile!”

Paul riprende:

“Ecco, ci risiamo con questa storia. Vogliamo litigare di nuovo?”

Le ridondanze comunicative…

Questo è un classico esempio di ridondanza comunicativa. Si tratta di una situazione nella quale i soggetti continuano a riprodurre i medesimi atteggiamenti comunicativi e a ottenere le medesime risposte.

Risposte che, tuttavia, non soddisfano nessuno dei due interlocutori, anzi, generano reazioni che seguono di continuo il medesimo copione.

Ogni volta che Paul ha bisogno di un momento per se stesso e vuole starsene per i fatti suoi, Karen non si capacita della richiesta e sente il bisogno di intervenire, di aiutarlo, di tirarlo fuori dal suo angolo.

.. e le spirali perverse

Continuando a comportarsi in questo modo, la comunicazione fra Karen e Paul è diventata una spirale perversa, che si aggrava sempre più.

I messaggi trasmessi all’interno della coppia potrebbero essere riassunti in questo modo:

Paul: Mi chiudo perché ho bisogno di un momento per me stesso.

Karen: Mi sento esclusa, inutile, ti chiedo di dirmi che cosa c’è.

Paul: Voglio essere lasciato in pace, mi chiudo ancor di più perché ho bisogno di un momento per me stesso.

Karen: Mi sento ancora più esclusa e inutile, ti ri-chiedo di dirmi che cosa c’è.

Paul: Continuo a voler essere lasciato in pace, mi chiudo ancor di più perché ho bisogno di un momento per me stesso.

Eccetera.

spiraleDi fronte alle insistenze di Karen, Paul reagisce chiudendosi ancor più in se stesso, alla ricerca del suo momento di tranquillità. A sua volta, Karen si sente ancor più allontanata da lui. Di conseguenza, diventa ancora più insistente nei confronti di Paul. E così via…

Continuando a comportarsi in questo modo, Karen e Paul non fanno altro che mantenere in buona salute questa spirale perversa. Ne consegue che entrambi si sentono frustrati.

Come spezzare una spirale perversa?

Anche a te è già successo di trovarti in una situazione simile? Situazione in cui, pensando di migliorare le cose, continui a comportarti in una determinata maniera, mentre in realtà non stai facendo altro che alimentare ulteriormente il problema?

Capita più spesso di quanto pensi. Per fortuna, spezzare le spirali perverse è possibile, in 4 semplici passi! :)

1) Chi percepisce il problema? Chi deve cambiare?

Innanzitutto, è importante capire chi è la persona che maggiormente risente del problema, chi ne soffre di più.

Spesso, quando si ha a che fare con problemi di tipo interpersonale, ci si aspetta che sia l’altro a cambiare. Quando ci lamentiamo, lo facciamo perché l’altra persona non soddisfa le nostre aspettative, non si comporta come noi vorremmo, non fa quello che ci aspettiamo. Riversiamo la causa del problema sull’altro e siamo anche convinti che sia l’altro a dover cambiare.

Al contrario, la persona che percepisce meno il problema (l’altro), è anche la meno propensa a voler fare qualcosa per risolverlo. Addirittura, può capitare che l’altra persona non risenta affatto del problema o che non lo viva come tale. Perché, dunque, dovrebbe voler cambiare?

Per risolvere il problema, devi prenderti la responsabilità di fare qualcosa per cambiare, senza aspettarti che sia l’altro a dover fare il primo passo.

Questo è fondamentale. Se sei tu a percepire il problema, non aspettarti che sia l’altro a cambiare, fallo tu per primo.

2) Smettila di fare sempre più la stessa cosa

stopChe cosa puoi fare per cambiare? Il primo passo da compiere è smettere di fare sempre più della stessa cosa. Già da solo, questo può cambiare radicalmente la dinamica comunicativa.

Qualunque cosa facevi prima, prova semplicemente a smettere di farla, e osserva quel che succede. In tal modo, interrompi la spirale perversa e generi un’instabilità momentanea utile a risolvere il problema stesso.

Ad esempio, se Karen smettesse di insistere nel voler aiutare Paul, inevitabilmente anche la reazione di lui sarebbe diversa, smetterebbe di chiudersi sempre più in se stesso.

3) Identifica e adotta dei comportamenti alternativi

Successivamente, interrogati su quali possano essere i comportamenti alternativi da adottare e prova a metterli in pratica. In tal modo, darai una direzione nuova al dialogo, capace di superare la ridondanza comunicativa.

Nel caso della nostra coppia di amici, Karen potrebbe lasciare in pace Paul e occuparsi di altre faccende:

Paul: Mi chiudo perché ho bisogno di un momento per me stesso.

Karen: Ok, vedo che in questo momento hai bisogno di startene per i fatti tuoi. Ti lascio tranquillo e vado a occuparmi di altre faccende.

Agendo in questo modo Karen potrebbe sentirsi suo malgrado inutile e incapace di aiutare Paul. Tuttavia, lasciare tranquillo Paul potrebbe rivelarsi l’aiuto più grande che lei possa offrirgli. Paul si sentirebbe libero di starsene per i fatti suoi e dopo breve tempo, soddisfatto il bisogno di tranquillità, tornerebbe rapidamente a comportarsi come prima, cercando serenamente il dialogo con Karen.

Può capitare che adottare il comportamento alternativo non porti immediatamente alla soluzione sperata. In tal caso, non scoraggiarti, ma continua a identificare e provare altri comportamenti, anche bizzarri, capaci di destabilizzare e spezzare la spirale perversa.

4) Rinforza il miglioramento

rinforzaUna volta trovato il modo per spezzare la spirale perversa, è importante rinforzare il miglioramento e renderlo costante, in maniera da evitare delle “ricadute” future.

Questo può essere fatto focalizzando l’attenzione sui comportamenti positivi e che possono essere di maggiore beneficio per entrambe le parti.

Invece di stare in silenzio, comunica in maniera sincera, senza essere aggressivo e senza lasciarti prendere dalla rabbia.

Ad esempio, approfittando del dialogo ristabilito, Karen potrebbe comunicare a Paul quanto apprezza i momenti in cui egli si apre al dialogo e quanto le faccia piacere sentirsi utile e parte della sua vita. In questo modo, Paul sarà motivato sempre più a far sentire la sua compagna partecipe e utile, limitando il più possibile i suoi momenti di isolamento.

Riassumendo

Cadere in queste ridondanze comunicative e generare delle spirali perverse è più facile di quanto si creda. Ancor più, senza esserne consapevole, è facile continuare ad alimentarle e a mantenerle in ottima salute.

Per ovviare a situazioni come queste, agisci in questo modo:

1) Identifica chi è la persona che risente maggiormente del problema. Solitamente, questa persona sei proprio tu, altrimenti non avresti percepito la situazione come un problema. Quindi, prenditi la responsabilità di fare qualcosa per cambiare.

2) Smetti di fare continuamente la stessa cosa. Crea una discontinuità nella spirale perversa, semplicemente smettendo di fare ciò che stavi facendo fino ad oggi e osserva cosa succede.

3) Identifica e adotta un comportamento alternativo. Cerca delle soluzioni diverse al problema e mettile in pratica, in modo da trovare ciò che meglio si adatta alla situazione. Se la prima soluzione non funziona, provane un’altra, senza mai scoraggiarti.

4) Rinforza e rendi costante il miglioramento, focalizzando l’attenzione sugli aspetti positivi e che possono essere di beneficio per entrambi le parti.

Prova a mettere in pratica questi 4 passi e fammi sapere come è andata. È incredibile come talvolta basta adottare un piccolo cambiamento per ottenere grandi risultati!

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E se hai domande o commenti, non esitare a inserirli qua sotto.

Alla prossima,
un sorriso :)

Anh

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  • Nikla

    Certamente consigli utilissimi;)

    Un sorriso
    Nikla

    • Anh

      Ciao Nikla,

      grazie per il tuo commento, mi fa piacere che questo articolo possa tornarti utile ;)

      Un abbraccio,
      Anh